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STORIA DI STABIA

SOCIETA'

Storia e informazioni su Castellammare di Stabia ( fonte wikipedia )

Castellammare di Stabia è un comune della Campania, in provincia di Napoli e conta circa 67.000 abitanti. Caratterizzata da una storia molto antica, Castellammare di Stabia è oggi uno dei centri più importanti della Campania, tanto che si è spesso ipotizzato la creazione di una provincia.La città è adagiata al centro di una conca del golfo di Napoli ai piedi del Monte Faito e all'inizio della penisola sorrentina. A nord il confine con le città di Torre Annunziata e Pompei è rappresentato dal fiume Sarno, mentre la catena dei monti Lattari la divide da Vico Equense e Positano. Castellammare di Stabia sorge ai piedi della città romana di Stabia (in latino Stabiae, pluralia tantum), distrutta con le vicine Ercolano e dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Sono visitabili i siti archeologici di Villa Arianna e Villa San Marco dove si possono vedere sia i vari ambienti romani che i notevoli affreschi. Secondo molte persone prende il nome da un antico castello, probabilmente del , che da un'altura di circa 100 metri si affaccia sul golfo di Napoli. Il castello fu restaurato durante il regno di Federico II di Svevia e poi ampliato da Carlo I d'Angiò, e per questo motivo gli fu attribuito l'erronea denominazione di "Castello Angioino". Oggi il castello è proprietà privata e può essere ammirato esclusivamente dall'esterno. Altri sostengono che la denominazione "Castellammare" derivi dall'antica presenza di una fortezza eretta in località Pozzano, sulla spiaggia, per difendere l'antica cittadina da eventuali attacchi provenienti dalla penisola sorrentina e chiamata Torre di Portocarello, conosciuta dai più, erroneamente, con il nome di Torre Alfonsina che invece sorgeva nei pressi dell'attuale Fontana Grande. Nell'immediato dopoguerra al suo posto si insediò lo stabilimento Calce e Cementi che sfruttava le rocce calcaree prelevate dalla montagna adiacente. Oggi al posto dello stabilimento industriale, rimasto inattivo ed in stato di abbandono per decenni sorge un albergo. Si presuppone che i materiali della torre siano stati impiegati per l'edificazione dei più antichi palazzi della città, tra questi quello dov'è situato lo storico caffè Spagnuolo. Il comune, già Castellamare, ha assunto la denominazione di Castellammare con regio decreto del 1863 e di Castellammare di Stabia con delibera consiliare del 31 maggio 1912. Si segnala la presenza della Cattedrale sita in Piazza Giovanni XXIII dove si trova Palazzo Farnese, sede del Municipio.

La Concattedrale di Castellammare di Stabia, sita in piazza Giovanni XXIII, venne fortemente danneggiata dal terremoto del 1436 tanto che si pensò di costruirne una ex-novo, decidendone la riedificazione nel 1587. Il vescovo dell'epoca, mons. Ludovico Maiorano, pose la prima pietra il 22 novembre 1587. La costruzione procedette così lentamente che la nuova cattedrale, dedicata a santa Maria Assunta, fu di fatto finita solo nel 1643 anche se mancavano ancora alcuni importanti elementi. Nel 1668 venne installato l'organo che trovò la sua sistemazione definitiva solo nel 1774, quando venne ricostruito l'atrio e l'altare maggiore. Anche la ristrutturazione del vecchio campanile procedette a rilento: quando tutto sembrava ormai pronto, il vescovo si oppose perché avrebbe dovuto cedere alcuni metri di terreno. Finalmente, nel 1782, la situazione si sbloccò quando il sindaco decise di costruire un nuovo campanile sul suolo comunale. La cappella del santo patrono, San Catello, venne iniziata nel 1875 e venne conclusa, con tutti i restanti lavori, nel 1893, anno in cui il vescovo Sarnelli consacrò solennemente la cattedrale. Oltre alla cappella dedicata alla Vergine di Lourdes, vi è anche quella che ospita il corpo di Gesù deposto nel sepolcro e la cappella del Santissimo Sacramento, L'ara pacis dedicata alle vittime della guerra. All'interno si possono ammirare alcune tele di Giuseppe Bonito e Nunzio Rossi. Ogni anno, durante il periodo natalizio, viene allestito un presepe con statue ad altezza naturale. Nella Concattedrale viene anche venerato San Biagio.

Il santuario della Madonna della Libera è situato sul monte San Cataldo ed attualmente è presieduto dai frati cappuccini. La chiesa è di modeste dimensioni, senza nessun elemento di rilievo, eccetto l'altare maggiore che ospita un'immagine affrescata sulla roccia dedicata alla Madonna, risalente al XII secolo. Il 18 di ogni mese è il giorno dedicato al culto dell'effige. Negli ultimi anni è stato costruito un ostello per la gioventù. Degna di nota sono le due sagre che si tengono presso il santuario: la prima è quella del biscotto e dell'acqua della Modonna, che si tieni in estate, la seconda, chiamata Sagra delle Camarelle, si tieni in settembre dove si degustano piatti tipici della zona come i pasta e figioli del monaco e il miele.

In località
Pozzano è situata la Basilica, dotata di un soffitto a cassettoni,dedicata alla Madonna venerata nel luogo davanti alla quale San Francesco di Paola si prostrò per più giorni. La sacrestia è frutto del genio di . Secondo alcuni, il nome Pozzano deriverebbe da un famoso miracolo operato in questo luogo. Gli abitanti di quest'ultimo, infatti, avrebbero ritrovato, in seguito ad una rivelazione della Madonna, una sua effigie in un pozzo. Quest'ultimo è presente nella cripta della stessa Basilica.



Stabiae, l'odierna Castellammare di Stabia, fu una delle mete preferite dai patrizi romani, tanto che il suo territorio fu costellato di numerose ville residenziali. Scoperta nel 1749 degli scavatori borbonici, Stabiae, sin dall'inizio, si contraddistinse come luogo di eccellenza: l'esplorazione della città però durò solamente pochi anni, tanto che già nel 1782 tutte le attività di scavo vennero spostate a Pompei, cosi che ville, case e strade ritornarono sotto terra mentre affreschi, statue e suppellettili preziose vennero raccolte nel museo Museo Borbonico. Dopo l'abbandono, nel '800, vi furono vari rinvenimenti che mantennero acceso il ricordo di Stabiae: però fu soltanto nel 1950 che due ville, Villa San Marco e Villa Arianna, furono riportate parzialmente alla luce dal preside Libero d'Orsi. Le due ville sono visitabili tutti i giorni e si possono apprezzare le capacità progettuali degli architetti romani che le realizzarono con ardite soluzioni tecniche e inserendo perfettamente le ville nel paesaggio. Oggi il sito di Stabiae è al centro di un grande progetto internazionale che prevede la creazione di un parco archeologico insieme all'università del Maryland.

La grotta di San Biagio è un antico tempio cristiano, ricavato nella roccia di tufo alle pendici della collina di Varano: molto probabilmente in origine era proprio una cava creata dagli antichi romani per costruire le loro ville. Prima di diventare una chiesa fu un tempio romano dedicato ad Apollo, mentre nei primi secoli della cristianità divenne una catacomba. Fu soltanto dal VI secolo che divenne chiesa, dedicata ai santi Giasone e Mauro, sede di una comunità benedettina, dipendente dal monastero di San Renato di Sorrento. All'interno vi sono affreschi di notevoli proporzioni, splendidamente conservati, eseguiti tra il e IX secolo: oggi purtroppo la grotta è chiusa al pubblico.



Inugurate nel 1836, la storia delle Antiche Terme di Castellammare inizia 9 anni prima, quando nel 1827 su progetto dell'architetto Catello Troiano, iniziano i lavori per la costruzione. Da subito le terme ricoprono un ruolo fondamentale non solo per i cittadini di Castellammare, ma anche per i turisti, che soprattutto d'estate affollavano la città per le cure presso il complesso termale, che anno dopo anno si andava ampliando con nuove padiglioni riservati a molteplici cure del corpo. E'del 1893 l'apertura del Padiglione Moresco ad Opera dell'architetto . Le terme diventarono un vero e proprio luogo di ritrovo tanto che si organizzavano mostre di pittura, manifestazioni culturali e concerti musicali. Il 1956 iniziò la demolizione dell'antica struttura per la costruzione, progettata dall'architetto , di quella che esiste ancora tutt'oggi. Verso la fine degli anni '80 il complesso termale entra in crisi con la chiusura di buona parte dei servizi offerti, anche perché la maggior parte sono spostati al nuovo complesso. Oggi le Antiche Terme sono aperte per poche ore al giorno solo per la raccolta dei vari tipi di acqua oppure per la presentazione di manifestazioni, che si tengono, soprattutto d'estate, all'interno del parco. Negli ultimi anni si è parlato di una totale riqualificazione dell'area, con la riapertura della stazione della Circumvesuviana, per permettere ai turisti di raggiungere il complesso una volta restaurato.

Le
Nuove Terme, progettate dagli architetti Cocchia, Jossa, Mazziotti e Sbriziolo sono state inaugurate il 26 luglio 1964 e si estendono su una superficie di oltre 100 mila mq. Questo complesso è composto da due settori: l'edificio dedicato alle cure terapeutiche e il parco per le cure idropiniche. L'edificio per le cure è uno dei più attrezzati e moderni d': si praticano fisioterapia, medicina iperbarica, massaggi, fanghi, inalazioni con l'ausilio delle acque solfuree, riabilitazione, cure dermatologiche, cure estetiche e cure ginecologiche. Il parco idropinico invece permette di praticare quella che viene chiamata l'idroterapia, ossia bere il tipo di acqua consigliata verso una certa patologia camminando nel parco. Oltre alla sala dove sono presenti la maggior parte delle acque stabiesi, il parco, finemente curato e aperto solo durante il periodo estivo, offre una ricca programmazione, sia al mattino, sia la sera con concerti, cinema all'aperto, mostre e congressi.


Per l'aumentata mole delle navi da guerra, diventati inadatti gli scali dell' Arsenale di Napoli alle grandi costruzioni, venne fondato nel 1783 questo cantiere da Giovanni Edoardo Acton, primo ministro del re Ferdinando IV. L'Acton si proponeva di costruirvi dodici vascelli, altrettante fregate e cento legni minori.
Dalla Francia fu chiamato l'ingegnere Antonio Imbert a dirigere le costruzioni.La prima costruzione fu il vascello
Partenope varato nel 1786. Per quanto si lavorasse nel cantiere era impossibile fabbricare contemporaneamente più di un vascello e di una fregata, per cui dopo il 1808 il cantiere venne ingrandito, per ordine di Gioacchino Murat. Il primo varo nel cantiere così ingrandito, fu quello del vascello Capri nel 1810, segui il Gioacchino nel 1812, dopo il quale bisogna aspettare al 1824 per trovare un altro varo, quello del vascello Vesuvio. Un'attività speciale ebbe il cantiere quando vennero in uso le navi a vapore. Dal 1841 al 1846 il cantiere costruì quattro pirocorvette: Archimede, Carlo III, Ercole e Sannita. Quando alla dinastia borbonica successe il governo di Garibaldi erano in costruzione la pirofregata Farnese in seguito ridenominata Italia, La pirocorvetta Etna e in allestimento la pirofregata Borbona in seguito Giuseppe Garibaldi varata il 18 gennaio 1860. Senza dubbio la nave maggiormente rappresentativa di questo cantiere è l'Amerigo Vespucci varato nel 1931.
Nel 1939 venne fondata la società
Navalmeccanica con sede a Napoli che incorporava le società Officine & Cantieri Partenopei, il Cantiere di Vigliena, le Officine Meccaniche e Fonderie (ex Hawthorn e Guppy), ed il Cantiere navale di Castellammare di Stabia. Nel corso della seconda guerra mondiale nel cantiere vennero eseguite per la Regia Marina, come alcune corvette Classe Gabbiano e l'incrociatore leggero Giulio Germanico.
Nel 1943 le attrezzature erano quasi completamente distrutte e nel dopoguerra venne iniziata l’opera di ricostruzione dei cantieri.
Le prima importante realizzazione del dopoguerra per la
Marina Militare fu il recupero dell'incrociatore Giulio Germanico che sorpreso dall'armistizio mentre stava completando le fasi di allestimento venne catturato dai tedeschi che l'autoaffondarono insieme alle corvette che erano in allestimento, quando furono costretti ad abbandonare la città. Dopo essere stato recuperato il Giulio Germanico venne ricostruito come cacciatorpediniere e ribattezzato San Marco entrò in servizio nel 1956.
Nel 1955 la società Bacini & Scali Napoletani venne assorbità della Società Esercizio Bacini Napoletani che era stata fondata nel 1954, uscendo così da Navalmeccanica.
A partire dalla seconda metà degli anni cinquanta la società ricevette varie commesse militari e negli stabilimenti di Castellammare di Stabia vennero realizzate tre delle quattro corvette della
Classe Alcione, prime unità di scorta costruite in Italia nel dopoguerra e tre delle quattro fregate elicotteristiche della Classe Bergamini, mentre negli anni sessanta sono avvenute le realizzazioni degli incrociatori lanciamissili portaelicotteri Caio Duilio e Vittorio Veneto.
Nel 1966 con il riordino del settore cantieristico, il 22 ottobre venne fondata la società
Italcantieri facente parte del gruppo IRI con sede a Trieste. La nuova società integrava le attività cantieristiche già facenti capo all'Ansaldo di Genova, ai Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Trieste e alla Navalmeccanica di Napoli. L'ultima realizzazione per la Marina Militare fu il cacciatorpediniere Ardito varato nel 1972 che fu anche l'ultima unità militare italiana a vapore.
L'Italcantieri, nel 1984, venne totalmente inglobata nel gruppo
Fincantieri che da holding finanziaria, delle partecipazioni statali assumeva direttamente in proprio l'attività operativa delle società che prima controllava.
Dopo un periodo di crisi durante gli anni ottanta, questi cantieri hanno continuato la costruzione di navi, soprattutto navi traghetto. Malgrado negli ultimi anni siano stati svolti grossi lavori di ammodernamento i cantieri di Castellammare rientrano nel piano industriale che prevede la chiusura di due siti e il licenziamento di 2.500 esuberi.











Nel 1566 Ottavio Farnese, signore di Castellammare, in seguito alle proteste dei cittadine, decise di donare alla città un luogo adeguato per la sede della Corte del Governatore: la scelta cadde su un caseggiato ad un piano situato tra il Duomo e Via Coppola, nell'attuale Piazza Giovanni XXIII. Nel 1820 vi venne trasferita la sede dell'Amministrazione comunale e nel 1871, su progetto dell'architetto Luigi d'Amora, il palazzo fu ingrandito e abbellito mentre il secondo piano venne costruito soltanto agli inizi del '900 con una piccola torre laterale. L'amministrazione comunale vi resto fino al [[1964], quando deciso il passaggio nell'ex Banca d'Italia, palazzo Farnese venne abbandonato. Fortunatamente la chiusura durò pochi anni poiché in seguito la struttura è stata adibita a Municipio.
Dove oggi sorge il Palazzo del Fascio, un tempo esisteva una piccolo spiazzo chiamato Ponticello. Quando nel arrivarono al comune alcune domande per la costruzione di abitazioni private, si decise di realizzare una piazzetta che prese il nome di Nino Bixio. Agli inizi degli anno '40 però, con l'avvento del Fascismo la piazzetta venne occupata da un austera costruzione tipica del periodo. Passata la guerra, il Palazzo del Fascio, fu sede della biblioteca comunale: oggi abbandonato l'edificio è in attesa di essere restaurato.
Il nome reale è piazza Cristoforo Colombo, ma da tutti è conosciuta come Piazza Orologio, visto che vi è una torre sulla quale è collocato un orologio. Da sempre questa piazza (anticamente chiamata Marina Grande per la vicinanza al porto), situata nel centro antico di Castellammare, ha ricoperto un ruolo di fondamentale importanza per vita stabiese dato che in essa veniva svolto un mercato, soprattutto con prodotti del mare, tanto da prendere il nome di Piazza Mercato. Nel maggio del 1872, dopo le richieste sia degli abitanti sia dei pescatori che volevano un orologio luminoso che potesse essere visto anche dal mare, fu inaugurato l'impianto che comprendeva una torre alla cui sommità venne posto l'orologio, con le campane che scandivano le ore e l'illuminazione dovuta ad un impianto a gas. L'orologio venne sostituito da uno nuovo nel 1962 ed ancora oggi è funzionante.

Il castello medioevale di Castellammare di Stabia, che si trova lungo la statale sorrentina, nei pressi della salita per il santuario della Madonna della Libera, venne costruito dai sorrentini per difendere il proprio ducato, sulla collina che sovrasta la città stabiese; fu in seguito riparato da Federico II e ricostruito dagli angioini. Quando perse il suo ruolo difensivo il castello fu rifatto e rinforzato da Alfonso d'Aragona: fu attivo fino ai secoli della dominazione spagnola, ma nel XVIII cominciò il suo lento declino. Ridotto per lo più ad un rudere venne venduto dallo stato al marchese Alaponzone di Verona, che attorno gli anni '30 del '900 lo cedette a Edoardo de Martino: questi ne iniziò il restauro, completato dal figlio. Oggi, abitazione privata, è visitabile solo all'esterno. Grande importanza nella storia di Castellammare di Stabia ha il castello, poiché è proprio da questo che la città prende il nome: solitamente, secondo tradizione, si dice che il mare, in tempi remoti, arrivava fino al castello. In realtà questo aveva una cinta muraria che si originava dal complesso centrale per scendere giù per la collina fino alla zona dove oggi si trova la chiesa di Portosalvo, dove terminava con una torre ed è in questo punto che il mare incontra il castello: da qui il nome di "Castello a mare".
Piazza Principe Umberto conosciuta anche come Piazza Quartuccio o Piazza Monumento, in passato in questa piazza, dove una volta vi era una delle porte della città, la Porta del Quartuccio (il quartuccio era un antica unità di misura napoletana), vi era la Gabella, introdotta nel 1299 che faceva pagare una somma in denaro per il passaggio in città a chi trasportava legumi, frutta e altro materiale. La fisionomia della piazza rimase immutata fino agli inizi dell'800, quando vennerro abbattute le mure difensive, vennero ampliati e costruiti nuovi maestosi palazzi (palazzo Rispoli e Martingano). Oggi la piazza ospita il monumento ai caduti, si apre sulla villa comunale all'altezza della Cassarmonica, mentre alle sue spalle si trova la stazione della Circumvesuviana.



La Cassarmonica, o Padiglione Musicale, venne realizzata dalla ditta Minieri di Napoli, su progetto dell'architetto Eugenio Cosenza. Inaugurata il 28 aprile 1900, solo 9 anni dopo, a causa di una violenta libecciata, la cassarmonica crollò. Per la sua ricostruzione venne chiamato per l'ennesima volta Eugenio Cosenza, che questa volta ne abbassò l'altezza, creò in cima uno sfiatatoio mentre gli archi assunsero una forma arabescata: la nuova struttura fu consegnata al comune di Castellammare di Stabia il 4 agosto 1911. Negli anni ha subito diversi restauri sia negli anni '90 che nel 2004. La cassarmonica ospita vari concerti oltre che manifestazioni. Oggi è considerata la più bella d'Europa.


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